Boyd Webb ha affermato di aver scelto la fotografia perché la considerava uno strumento essenziale del nostro tempo, un mezzo duttile, capace di essere impiegato in molti modi e per finalità pressoché infinite. La fotografia, per sua natura, può esaltare qualsiasi elemento della realtà, scavalcando e sovvertendo qualunque gerarchia prestabilita. I suoi tableaux vivant, come una pièce del teatro dell’assurdo, mettono in scena situazioni in un fragile equilibrio tra veridicità e non-sense, tra messaggio e allegoria, tra attestazione e inganno.