La collezione
Ileana Sonnabend
Ileana Schapira nacque a Bucarest, in Romania, il 28 ottobre 1914, figlia di un importante industriale. A 19 anni conobbe Leo Castelli, che sposò l’anno successivo. Dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, a causa delle persecuzioni naziste, la coppia fuggì dall’Europa e si stabilì a New York, dove Castelli aprì una galleria nella loro casa nel 1957. I due divorziarono nel 1959 e Ileana proseguì la sua carriera nel mondo dell’arte. Nel 1960 sposò Michael Sonnabend, uno studioso di Dante, e nel 1962 aprirono la Galerie Ileana Sonnabend a Parigi, dove esposero i lavori di artisti americani e di alcuni giovani italiani, a cominciare da Mario Schifano (1963) e Michelangelo Pistoletto (1964), seguiti poi da Gilberto Zorio, Mario Merz, Giovanni Anselmo (1969), Jannis Kounellis (1972) e altri ancora.
Ileana Schapira nasce a Bucarest il 25 ottobre 1914 in una famiglia dell’alta borghesia ebraica. Cresciuta in un ambiente cosmopolita, Ileana sviluppa fin da bambina una forte passione per la cultura francese e per l’arte, che la porta a frequentare musei e mostre e a desiderare una vita oltre i confini della Romania.
Nel 1933 sposa Leo Krausz, poi Castelli, triestino di origine ebraica arrivato a Bucarest come assicuratore per le Generali. Nel 1935 la coppia si trasferisce a Parigi, dove nel 1937 nasce la loro figlia Nina. Qui frequentano teatri, musei e gallerie e, nel 1939, Leo apre insieme a René Drouin una galleria di arti decorative contemporanee in Place Vendôme. Allo scoppio della guerra si rifugiano a Cannes e poi a Marsiglia, partendo infine per gli Stati Uniti.
Nel 1941 sono a New York. Marito e moglie studiano alla Columbia University, Ileana psicologia, mentre Leo storia economica. Nel 1943, con l’arruolamento di Leo nell’esercito americano, ottengono entrambi la cittadinanza statunitense. Dopo un breve ritorno a Parigi nel 1945, dove ritrovano Drouin impegnato a rilanciare la galleria con artisti come Kandinskij, Dubuffet, Wols e Mondrian, ma con scarso successo, Leo decide di diventarne il rappresentante a New York. Così, nel 1946 si stabiliscono definitivamente a New York frequentando artisti come Arshile Gorky, Jackson Pollock, Matta e Robert Motherwell e stringono un legame con Alfred Barr, primo direttore del MoMA. In un’epoca in cui l’Espressionismo astratto è ancora marginale, Leo e Ileana ne diventano tra i più convinti sostenitori.
Nel 1957 Leo apre la sua prima galleria con il sostegno di Ileana, che lo incoraggia a esporre Pollock, Delaunay, Johns e Rauschenberg, contribuendo così alla nascita di una nuova stagione per l’arte americana. Nel 1959 Ileana divorzia da Leo Castelli.
Sposa Michael Sonnabend, conosciuto anni prima alla Columbia University. Anche dopo la separazione, mantiene un rapporto professionale con Castelli, spingendolo verso la scelta di artisti come Lichtenstein, Warhol, Rosenquist e Oldenburg, e introducendo in Europa figure come Jim Dine.
Nel 1961 Ileana e Michael si trasferiscono a Roma con l’intento di aprire una galleria dedicata all’arte americana, in collaborazione con Plinio De Martiis della Galleria La Tartaruga. Il progetto non si concretizza, ma i Sonnabend lasciano Roma con un nucleo di opere di Mario Schifano. L’anno seguente, nel 1962 si spostano a Parigi, dove inaugurano la Galerie Sonnabend al 37 Quai des Grands Augustins con una mostra di Jasper Johns. La galleria diventa in breve tempo un punto di riferimento internazionale, ospitando artisti come Rauschenberg, Lichtenstein, Warhol, Rosenquist e Pistoletto, e contribuendo alla diffusione della Pop Art in Europa.
Nel 1964, alla Biennale di Venezia, la vittoria del Leone d’Oro a Rauschenberg consacra il ruolo centrale di Ileana e della sua galleria, mentre il dialogo con l’Italia prosegue anche grazie al rapporto con Michelangelo Pistoletto, che viene introdotto nella scena artistica newyorkese grazie alla gallerista.
Nel 1966 la galleria si trasferisce in rue Mazarine e diventa un luogo di dialogo tra le ricerche americane e le nuove avanguardie europee. In Italia, Ileana collabora con il gallerista torinese Gian Enzo Sperone e conosce il critico Germano Celant e comincia così a sostenere gli artisti dell’Arte Povera come Merz, Anselmo, Zorio, Calzolari e Gilardi.
Alla fine del 1968 inizia a lavorare con lei Antonio Homem, che avvia una lunga collaborazione con i Sonnabend e che ne diventerà figlio adottivo. Nel 1970 Ileana e Michael inaugurano una seconda sede della galleria a New York, al 924 di Madison Avenue con l’obiettivo di presentare negli Stati Uniti gli artisti europei e californiani. In questi anni, molti artisti americani ed europei iniziano a lavorare con il linguaggio del video e del cinema, aprendo a forme d’arte radicalmente nuove. A settembre del 1971 inaugura a SoHo, al 420 West Broadway, un nuovo spazio con una mostra in ciascun piano, presentando Singing Sculpture di Gilbert & George.
Pur mantenendo la sede di Madison Avenue, Ileana gestisce contemporaneamente tre gallerie tra New York e Parigi, ospitando artisti come Gilbert & George, i Becher, Boltanski, Paolini, Kounellis, Ontani, Rauschenberg, Nauman e Baldessari.
Nel 1973 Michel Guy, Ministro della Cultura francese e direttore del Festival d’Automne de Paris, invita Ileana a organizzare al Palais Galliera la mostra Aspects de l’Art Actuel, che riunisce opere di Rauschenberg, Morris, Nauman e Paolini, accanto a performance, danza, film e musica contemporanea. Con questa esposizione Ileana afferma la propria visione dell’arte come linguaggio aperto e interdisciplinare, capace di superare confini geografici e mediali.
Dopo una breve esperienza a Ginevra nel 1974-1975, negli anni Ottanta la galleria chiude la sede parigina, concentrando la sua attività a New York, dove continua a promuovere artisti di generazioni diverse, da Rauschenberg ai tedeschi Baselitz e Penck, fino a una nuova ondata di americani come Jeff Koons, Peter Halley, Meyer Vaisman, Ashley Bickerton e Haim Steinbach, interpreti di una Pop Art concettuale e rinnovata.
Nel 2000 la Sonnabend Gallery si trasferisce a Chelsea, al 536 West 22nd Street, dove rimarrà fino al 2014.
Ileana Sonnabend muore a New York nel 2007.
Dopo la sua scomparsa, i figli Nina Sundell e Antonio Homem hanno selezionato le opere più rappresentative della sua attività dando origine alla Sonnabend Collection, che ne tramanda la visione e l’eredità artistica. Figura centrale e rispettata in tutto il mondo, Ileana Sonnabend ha incarnato l’idea moderna di gallerista come mediatrice culturale, pioniera di scambi internazionali e scopritrice di talenti.
Ileana Sonnabend_Photographed by Lina Bertucci at the Sonnabend Gallery, New York 1989







