Le prime opere di Ashley Bickerton possono essere considerate allegorie del consumismo, concepite come oggetti di consumo da sollevare, appendere, esporre, trasportare e conservare. L’indagine sulla materialità è rimasta un filo conduttore costante nella pratica artistica di Bickerton: sfumando spesso i confini tra media, genere e soggetto, l’artista mette in discussione i parametri della creazione artistica, interrogandosi sul valore e sul significato dell’oggetto d’arte stesso.